Il mercato dell'elettricità europeo e italiano

In questa sezione sarà illustrato com'è l'attuale sistema elettrico e la struttura dei mercati in Europa e in particolare in Italia.

Il mercato elettrico ideale: un regime di concorrenza non discriminatoria

L’energia elettrica segue un percorso più o meno lungo tra il luogo in cui è stata generata e quello in cui è consumata.
La filiera nel sistema energetico europeo prevede una divisione chiara tra le varie fasi del trasporto dell’energia. Innanzitutto ci sono gli impianti di generazione che iniettano potenza elettrica a differenti livelli di tensione. In genere le grandi centrali tradizionali (o i grandi parchi di generazione da fonte rinnovabile) immettono energia ad alta tensione. La gestione della reta ad alta tensione è affidata ai Gestori di Rete di Trasmissione (i TSO, ovvero Transmission System Operators); in Italia vi è un solo TSO ed è Terna. Ci sono poi le reti di distribuzione, gestite dai DSO (Distribution System Operators); esse sono le reti che permettono la distribuzione dell’energia verso i consumatori e che ospitano impianti di generazione distribuita. Infine ci sono le compagnie che operano trading nei mercati e quelle che operano come rivenditori di energia verso i clienti finali.

In una condizione ideale, sia la produzione che la fornitura sono attività operate in un mercato completamente concorrenziale. Questo significa che nessuna società di produzione può influenzare i prezzi dell'elettricità nel mercato all'ingrosso usando il proprio potere di mercato. Questo può portare a prezzi più bassi per il consumatore. Inoltre nel mercato al dettaglio, dove i fornitori vendono contratti di elettricità all'utente finale, la libera concorrenza è a vantaggio del consumatore. Oggi per i privati è possibile scegliere il fornitore che offra loro la tariffa e il servizio migliori.

Nella realtà, raramente esiste una concorrenza perfetta. In particolare, in industrie caratterizzate da alti investimenti di capitale e grandi infrastrutture, le attività sono tipicamente nelle mani di poche grandi società o addirittura in regime di monopolio. In tali condizioni, le autorità di regolamentazione nazionali, monitorano le dinamiche di prezzo e costi per evitare abusi e vigilano sul livello di libera concorrenza attraverso KPI quali il rapporto di concentrazione CR3.

Un'analisi eseguita dall'ACER, Agenzia europea per la cooperazione fra le autorità di regolamentazione nazionali dell'energia, ha riportato che il livello di concentrazione del mercato in Italia è ancora molto alto, con Enel che è il principale fornitore con una quota di mercato ancora molto alta.

Le reti di trasmissione e distribuzione - Asset centrali del sistema energetico

Le reti di trasmissione e distribuzione collegano la generazione con le utenze. Questo richiede un'ampia infrastruttura. La rete di trasmissione, ad alta tensione, trasporta l'energia per grandi distanze. Le cabine primarie collegano tratti di reti ad alta tensione o ospitano trasformatori che portano la tensione a livelli più bassi (media tensione). Analogamente le cabine secondarie collegano tratti di rete di distribuzione in media tensione ospitano trasformatori che riportano l’energia a bassa tensione. I clienti industriali sono spesso collegati direttamente alla media o all’alta tensione.

Le reti di trasmissione e distribuzione rappresentano degli asset fondamentali. Sarebbe molto difficile per un'altra società realizzare una rete in regime di concorrenza. Questo per via della necessità di grandi investimenti e autorizzazioni necessarie per la costruzione di infrastrutture così importanti. Di fatto, si è in un regime di monopolio naturale.

Per questo motivo, si è provveduto a sottoporre il monopolio naturale a regolamentazione. Un’autorità nazionale controlla che siano garantite le parità di condizioni nell’operare nel mercato libero. Ad esempio, si verificano le tariffe di accesso che gli operatori del sistema di trasmissione e di distribuzione addebitano ai produttori che vogliono collegarsi alla rete. In questa maniera si garantisce un accesso non discriminatorio alla rete cercando di favorire la libera concorrenza.

In Italia l’unico operatore del sistema di trasmissione è Terna. La rete di distribuzione è suddivisa invece tra 135 DSO. La più grande di esse è E-distribuzione (ex- Enel Distribuzione), che copre una quota maggioritaria della domanda di elettricità italiana. Gli operatori locali più importanti sono A2A, ACEA, IREN, DEVAL e HERA. L'autorità di regolamentazione nazionale è AEGGSI (Autorità per l’energia elettrica, gas e il Sistema idrico). Questa garantisce trasparenza e concorrenza del mercato dell'energia, difende gli interessi dei consumatori e consiglia le autorità su problematiche energetiche.


Da un monopolio ad un mercato elettrico unico europeo

Il mercato dell'elettricità con libera concorrenza come lo conosciamo oggi è molto recente e ancora in evoluzione. Alcuni decenni fa, il settore di elettricità europeo era in regime di monopolio. Le società integrate verticalmente erano responsabili della produzione, trasmissione, distribuzione e fornitura dell'elettricità. Queste società stabilivano i prezzi in un contesto regolamentato, ma senza concorrenza. E, dato che quelle società detenevano anche l'infrastruttura di rete, era impossibile far sviluppare qualsivoglia forma di concorrenza sul mercato.

Nel 1996 l'Unione Europea iniziò ad aprire gradualmente il mercato alla concorrenza per liberalizzare il mercato dell'energia analogamente a quanto fatto in precedenza in altri settori. Lo scopo finale era ed è quello di creare un mercato interno dell'elettricità europeo integrato tra tutti gli stati membri per ridurre i costi di rete e beneficiare delle sinergie anche in termini di affidabilità della fornitura.

Un passaggio chiave in questo processo è quello di attuare l’unbundling del settore allo scopo di suddividere le attività di produzione, trasmissione, distribuzione e fornitura. Come risultato del processo di smembramento, le aziende integrate verticalmente non possono più produrre, vendere e fornire elettricità gestendo contemporaneamente le reti di trasmissione e distribuzione. Questo smembramento non è stato implementato da un giorno all'altro. Nel primo pacchetto di energia del 1996, era richiesto solamente lo smembramento “contabile”. Il processo richiedeva solo una suddivisione della contabilità in base alle diverse attività. Questo chiaramente non era sufficiente a creare un mercato competitivo. Nella seconda direttiva introdotta del 2003 era richiesto lo smembramento legale. Questo significava che una singola società poteva lavorare solo in una delle attività della catena del valore dell'energia: produzione, trasmissione, distribuzione o fornitura. La direttiva prevedeva anche che per il 2007 tutti i clienti europei avrebbero avuto la possibilità di scegliere il loro fornitore. Dato però che le diverse società potevano ancora far parte della stessa holding, queste riuscivano a mantenere un certo potere di mercato. Nella terza del settembre 2009 vi era richiesto anche l’unbundling della proprietà. A questo direttivo è seguito dal Pacchetto Invernale dell'Unione sull' Energia del 2016/17 il cui obiettivo è giungere a un mercato dell'energia completamente integrato, “de-carbonizzato” e garantire sicurezza della fornitura attraverso una maggiore collaborazione tra gli stati membri.