Definizione

In Italia, l’accesso al mercato dei servizi di dispacciamento (MSD) è riservato principalmente alle grandi centrali elettriche e alle utenze a partire da 10 MVA. Tuttavia, anche piccoli produttori di energia, piccole utenze e sistemi di accumulo possono contribuire con la loro flessibilità alla stabilizzazione della rete elettrica. Questo è esattamente ciò che i progetti pilota UVAM intendono realizzare: mediante prove pratiche sul campo, produttori, utenze e sistemi di accumulo a livello periferico saranno integrati nel MSD. La trasmissione remota dei dati consente così di integrare non solo singoli impianti, ma anche aggregazioni sotto forma di Centrali Elettriche Virtuali.

UVAM: il mix fa la differenza

La crescente espansione delle energie rinnovabili sta portando a cambiamenti nella rete elettrica non solo in Italia, ma in tutta Europa. Con la liberalizzazione e digitalizzazione del mercato elettrico è stato introdotto l’approccio decentrato al sistema elettrico, che in passato si basava su poche, singole grandi centrali elettriche per l’approvvigionamento energetico su scala nazionale. Molte piccole unità di produzione, consumo e accumulo si organizzano in Centrali Elettriche Virtuali per fornire non solo elettricità ma anche potenza di riserva.
Ed è proprio qui che si inseriscono i progetti pilota UVAM che, come i loro predecessori UVAP e UVAC, mirano a integrare i piccoli produttori, le piccole utenze e i sistemi di accumulo nel mercato dei servizi di dispacciamento. In questo modo, non solo i produttori, ma anche i consumatori, organizzati in modo decentralizzato in una centrale elettrica virtuale, possono contribuire alla sicurezza della rete.

Come funziona un progetto UVAM?

Il progetto UVAM è un’aggregazione di unità periferiche di produzione, consumo e accumulo. Gli impianti aggregati, collegati in rete a Centrali Elettriche Virtuali, forniscono potenza di riserva. Grazie all’approccio decentralizzato è possibile utilizzare la potenza di riserva nella rete elettrica proprio laddove sorgono problemi di stabilità della rete. Per ottenere la massima diffusione regionale possibile, TERNA, in qualità di gestore della rete di trasmissione italiana, ha pertanto istituito 15 zone di aggregazione all'interno delle quali i partecipanti al progetto UVAM devono offrire almeno 1 MW di potenza di riserva positiva o negativa.

Scambio digitale di dati con il centro di controllo della centrale elettrica virtuale

Il sistema di controllo della centrale elettrica virtuale monitora digitalmente l’utilizzo delle unità decentralizzate nel progetto UVAM al pari di un’unica grande centrale elettrica. Il sistema di controllo centrale reagisce in pochi secondi a oscillazioni o strozzature della rete rilevate da TERNA, modulando di conseguenza il bilanciamento tra immissioni e prelievi di potenza di riserva. I produttori di energia elettrica, le utenze e i sistemi di accumulo a livello periferico possono così fornire su richiesta potenza di riserva senza l’intervento manuale del gestore durante il loro normale funzionamento e contribuire alla stabilizzazione della rete, ad esempio in giornate poco ventose, con poco sole o anche in caso di guasto delle centrali elettriche. L’approccio centralizzato dell’UVAM consiste quindi nello sfruttare la flessibilità delle piccole unità di produzione, consumo e accumulo per il mercato dei servizi di dispacciamento.

Il ruolo di Centrali Next

Nel quadro del progetto UVAM, Centrali Next svolge il ruolo di aggregatore e trader di energia elettrica. Colleghiamo diverse unità decentrate nella nostra centrale elettrica virtuale e controlliamo l'aggregato di impianti attraverso il nostro sistema di controllo. Inoltre, svolgiamo anche i compiti di un utente del dispacciamento, commercializzando la flessibilità operativa degli impianti della centrale elettrica virtuale non solo sul mercato di bilanciamento, ma anche sul mercato del giorno prima e infragiornaliero attraverso il nostro sistema di trading basato sul prezzo e nel quadro del «price based trading and dispatch». A tal fine, disponiamo non solo di un team commerciale esperto, ma anche dell’accesso a tutte le borse elettriche europee pertinenti.

Requisiti tecnici per partecipare al progetto

Per poter partecipare al progetto UVAM, gli operatori della rete elettrica devono soddisfare determinati requisiti. Ad esempio, la potenza installata degli impianti di produzione di energia elettrica e di accumulo non deve superare 10 MW e le unità che consumano energia elettrica devono essere dotate di un sistema di gestione dei carichi e/o adottare misure d'emergenza in caso di interruzione dell’alimentazione elettrica. Inoltre, le unità partecipanti non devono essere già presenti sul MSD.
Per il progetto UVAM sono interessanti anche i progetti di mobilità elettrica poiché sfruttano la flessibilità degli accumulatori integrati nei veicoli per immagazzinare e fornire energia elettrica dalla rete elettrica (Vehicle-to-Grid o V2G). Qui entrano in gioco soprattutto le flotte aziendali o le flotte di veicoli a noleggio.

Prequalifica per il progetto UVAM

Per partecipare all’UVAM, gli operatori del mercato che desiderano aderire devono sottoporsi a una procedura di prequalificazione. È soprattutto essenziale un'«unità di misura registrante» che registri con precisione i dati di immissione e prelievo e li trasmetta al sistema di controllo centrale dell’aggregatore (della centrale elettrica virtuale). Questi dati devono essere inviati almeno ogni quattro secondi, conformemente alle disposizioni dell’UVAM. Al di sotto di una potenza installata di 250 kW, la tempistica per le unità di produzione è un po’ meno rigida: in questo caso è sufficiente un intervallo di 60 secondi per la trasmissione del comando. Anche i consumatori di energia elettrica al di sotto di una potenza installata di 1 MW devono trasmettere i loro dati solo ogni 60 secondi.

Prequalifica per la partecipazione all’UVAM

La prequalificazione degli impianti viene effettuata da TERNA insieme al richiedente. Il tipo e l’entità della prequalifica dipendono dalla tipologia (produzione, consumo, accumulo) e dalle caratteristiche costruttive del vostro impianto. Successivamente, viene eseguita una prova di funzionamento con simulazione di immissione/prelievo di potenza di riserva, che fornisce informazioni sull’idoneità dell’impianto per il progetto UVAM.

Corrispettivi per i partecipanti al progetto

I corrispettivi per i partecipanti al progetto UVAM provengono da due fonti: in primo luogo, i fornitori di potenza di riserva ricevono il prezzo in euro per MWh per la loro attivazione sul MSD. In caso di attivazione per fornitura di potenza di riserva positiva, ricevono il corrispettivo direttamente. Invece, la richiesta di potenza di riserva negativa comporta inizialmente dei costi, che vengono però compensati dall'utile realizzato sul mercato del giorno prima e dal risparmio dei costi per combustibile (nel caso di centrali di cogenerazione alimentate a petrolio, carbone o gas). Inoltre, i partecipanti all’UVAM ricevono corrispettivi di capacità da una procedura d'asta con base iniziale di 30.000 euro per MWh. I corrispettivi effettivi, influenzati dal numero di offerenti e dalle quantità offerte, sono ovviamente inferiori.
Chi partecipa al progetto UVAM guadagna tre volte: in primo luogo dalla vendita di potenza di riserva sul MSD, in secondo luogo per il corrispettivo di capacità e in terzo luogo dalla connessione al futuro digitale dell’approvvigionamento energetico italiano.

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